- agevolazioni fiscali
- appalti pubblici
- assunzione personale
- black list
- business plan
- CasaClima
- Cassazione Penale
- cessione azienda
- condono edilizio
- consulenza economica
- D.Lgs 231/01
- D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.
- Decreto Legge 25 marzo 2010
- DIA
- DL 40/2010
- DL 78/2010
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Appalti pubblici
- nessun commento - 21/09/2011Consiglio di Stato sezione V, sentenza del 01/09/2011 n. 4905: è legittimo differire l’accesso al contenuto delle valutazioni della commissione, in merito alla verifica delle anomalie, sino al momento dell’aggiudicazione definitiva.
Le società che dovessero fare richiesta delle copie dei verbali inerenti le valutazioni della commissione non troveranno accoglimento in quanto la conoscenza , all’esterno, dei criteri valutativi adottati potrebbero condizionare le offerte.
E’ quanto deciso dalla recente sentenza che , in accordo con l’art 13 del D.Lgs 163/2006 comma 2 ribadisce il differimento del diritto di accesso agli atti di gara. Leggi tutto
Abusivismo in area urbanizzata
- nessun commento - 29/04/2011Cassazione III Sez. Penale del 04/03/2011 n. 8796: il reato di lottizzazione abusiva si configura anche in caso di area parzialmente o interamente urbanizzata.
L’abusivismo edilizio può prospettarsi anche in aree ove è possibile la costruzione di nuovi edifici qualora le opere di urbanizzazioni primarie risultino insufficienti e non vi siano pertanto i presupposti per sostenere l’aumento del carico urbanistico.
Il caso oggetto della sentenza riguarda infatti l’esproprio di 23 lotti siti nel territorio di un comune della Regione Campania.
Ripercorriamo a ritroso i fatti che hanno determinato il provvedimento espropriativo : nel 2000 il Comune , ove hanno luogo i lotti sequestrati, dava seguito alla confisca delle aree per attuare il PIP piano degli insediamenti produttivi. Leggi tutto
Ritardi della Pubblica Amministrazione
- nessun commento - 14/04/2011La domanda di risarcimento del danno da parte di un privato nei confronti della pubblica amministrazione a causa del ritardo con cui quest’ultima ha rilasciato un’autorizzazione è ammissibile e trova accoglimento.
E’ il caso oggetto della sentenza n. 1739 del 21/03/2011 del Consiglio di Stato emessa nelle specie di un’impresa che presentava alla Regione di competenza territoriale, in data 30 aprile 2008, istanza di autorizzazione per la realizzazione di un impianto di stoccaggio e recupero di rifiuti speciali, lavaggio e bonifica di autocisterne.
A causa del mancato provvedimento entro i 150 giorni ( ai sensi degli artt. 18 e 19 della Legge regionale N. 10/ 99) dalla data di presentazione dell’istanza, la Regione viene chiamata in giudizio per ricorso presentato dall’impresa. Il provvedimento regionale infatti era intervenuto solo in data 27 ottobre 2009 con oltre un anno di ritardo senza alcun elemento atto a giustificarlo. Leggi tutto
Geometri e competenze
- nessun commento - 31/03/2011Ancora una volta vengono ribaditi i limiti delle competenze dei geometri rispetto a quelli riconosciuti agli architetti e agli ingegneri.
La sentenza n. 6402 del 21/03/2011 della Corte di Cassazione ribadisce l’illegittimità della realizzazione da parte di un geometra per i progetti che prevedono l’uso del cemento armato.
Già precedenti sentenze avevano infatti collocato l’utilizzo del cemento armato tra le competenze di soli ingegneri e architetti.
La recentissima sentenza viene emessa in risposta al ricorso di un geometra a cui era stato negato il diritto al compenso per le prestazioni professionali da lui effettuate per la realizzazione di un edificio industriale costituito da un capannone prefabbricato con un solo piano destinato al laboratorio e altri 2 piani destinati agli uffici. Leggi tutto
Infortunio sul lavoro: meno responsabilità a carico del datore di lavoro
- nessun commento - 22/03/2011La Corte di Cassazione ritiene responsabile di infortunio sul lavoro, il direttore dello stabilimento in relazione ai poteri decisionali ed economici che possiede e non il datore di lavoro che opera in più sedi.
Il direttore di stabilimento ha il potere di far fronte alle spese di modesta entità, ed è, quindi, obbligato a rispondere in prima persona per quegli interventi rientranti nel proprio potere di spesa e nella propria autonomia, come nel caso sottoposto all’attenzione della Suprema Corte.
Il caso riguarda l’accoglimento del ricorso di un datore di lavoro condannato nei precedenti gradi di giudizio per un infortunio occorso ad un operaio caduto da una scala sulla base del mancato accertamento della presenza di una delega a favore del direttore e della mancata nomina di un responsabile della sicurezza. Leggi tutto
Ultime sul DURC
- nessun commento - 14/03/2011Secondo le ultime sentenze del Consiglio di stato , n. 83, 789,1228 del 2011, le imprese che presentano un durc incompleto possono comunque aggiudicarsi un appalto.
Nel caso in cui un concorrente richiedendo il documento unico di regolarità contributiva si vede rilasciare un documento , privo di accertamenti negativi ma altresì privo di nulla osta da parte di un istituto previdenziale, non può subire le conseguenze di un esclusione da una gara in considerazione del fatto che la mancata pronuncia dell’Istituto non inficia e compromette la reale regolarità contributiva.
Inoltre in caso di gravi violazioni in materia contributiva e previdenziale, la stazione appaltante può valutarne l’entità tenendo conto che le risultanze del durc sono elementi indiziari, da cui non può prescindere, ma che non esauriscono le possibilità d’accertamento della sussistenza di una violazione più o meno grave. Ove l’impresa abbia commesso una violazione accertata con sentenza passata in giudicato, ma successivamente regolarizzata mediante il pagamento di quanto dovuto, deve essere ammessa alle procedure d’affidamento. Leggi tutto
In sede di gara d’appalto, l’inosservanza della chiusura delle buste delle offerte con controfirme e ceralacca su tutti i lembi, comporta l’esclusione dalla stessa. Così ha deciso il Consiglio di Stato sez. V con la sentenza n. 7219 del 30 settembre 2010, riformando la decisione n. 02429/2010 del Tar Piemonte.
Il Tribunale piemontese , infatti , aveva ritenuto sproporzionata la sanzione d’esclusione dalla gara, accogliendo il ricorso della Società eliminata.
Ma in considerazione del fatto che la previsione di tale modalità di chiusura delle buste viene esplicitata chiaramente nel bando di gara, costituisce di fatto obbligatorietà procedurale e come tale va seguita e adottata. In secondo luogo tale clausola mira a tutelare la compromissione dei rischi contenenti l’offerta e garantisce l’effettiva integrità e segretezza dell’offerta presentata . Leggi tutto
Tar Toscana sez. II del 04/02/2011 n. 233
- nessun commento - 22/02/2011La giurisprudenza offre un’ampia casistica che ci permettere ancora di argomentare sul tema della Salute e della Sicurezza dei luoghi di lavoro. L’ultima sentenza arriva dal Tribunale Amministrativo Regionale della Regione Toscana del 04 febbraio scorso .
La vicenda riguarda un’importante impresa operante nel settore dell’abbigliamento e l’Asl territorialmente competente. Nel 2009 , a seguito di un sopralluogo nel punto vendita, da parte dell’Asl di Firenze, l’impresa impugnava il “foglio di disposizioni” con cui l’Unità Funzionale di prevenzione aveva stabilito che, entro 60 giorni dalla prescrizione, le postazioni di lavoro alle casse dovevano essere organizzate in modo da permettere l’alternanza della postura dei commessi.
Mediante l’applicazione dell’art. 10 del Dpr 520/55 impartivano disposizioni esecutive che implicavano l’apprezzamento tecnico e in conformità anche all’allegato IV punto 1.11.15 del D.Lgs 81/2008 prescrivevano come il datore di lavoro doveva consentire ai dipendenti di lavorare stando seduti. Leggi tutto
Torniamo ad argomentare sulle responsabilità del committente, con un’altra sentenza della IV sezione penale della Corte di Cassazione n. 42465. La sentenza stabilisce che anche il privato è responsabile dei lavoratori che svolgono lavori edili nella propria abitazione .
Nel caso in esame, il committente viene altresì ritenuto colpevole di omicidio colposo per l’avvenuto decesso dell’operaio. Il mancato obbligo di segnalare il rischio dell’opera e la mancata osservanza delle garanzie antinfortunistiche a un’altezza superiore ai 2 metri senza dispositivi di protezione individuali quali cintura di sicurezza, casco ecc. hanno provocato la morte del lavoratore, caduto dall’impalcatura non munita di parapetti. Leggi tutto
Il recupero dei crediti in Italia
- nessun commento - 21/02/2011Nel nostro Paese, il recupero dei crediti avviene, solitamente, in una prima fase per via stragiudiziale e poi per via giudiziale .
L’attività stragiudiziale mira alla regolarizzazione dei pagamenti da parte del debitore , in via bonaria, attraverso una sollecitazione verbale e/o epistolare.
Il debitore potrebbe anche richiedere pagamenti transattivi a “saldo” o la dilazione del pagamento, che può essere accolta previa autorizzazione da parte del creditore.
In caso di infruttuosità dell’intervento si procede in via giudiziale con la verifica delle capacità economiche del debitore e con il recupero coattivo della pendenza. Nel corso di questa attività, oltre al recupero del credito, ricadranno sul debitore anche i costi delle azioni di recupero, quantificati dalla società di recupero stesso o da uno studio legale.
Per recupero coattivo della pendenza si intende l’intervento mediante il quale si sottopone a pignoramento ogni bene, mobile e/o immobile di proprietà dell’inadempiente. Leggi tutto
Chiarimenti dell’affitto d’azienda
- 3 commenti - 18/02/2011Qualche mese fa abbiamo affrontato il tema dell’affitto d’azienda, dandovi alcuni cenni sulle norme che disciplinano il contratto, le procedure, le ragioni economiche – finanziarie e l’assoggettazione fiscale.
Adesso la necessità di fornire ulteriori informazioni, soprattutto a fronte delle necessità di chiarimenti e approfondimenti che abbiamo riscontrato fra le nostre consulenze, su alcuni importanti aspetti :
1. l’applicabilità degli artt. 2559 e 2560 per eventuali debiti e crediti dell’azienda affittata;
2. la procedura per anticipata risoluzione .
Partendo dal primo punto , rassicuriamo l’affittuario comunicando che all’affitto d’azienda non si applicano gli artt. 2559 e 2560 del C.C. ; le parti sono libere di inserire nel contratto disposizioni volte a realizzare comunque la cessione dei crediti relativi all’azienda affittata, o l’accollo dell’affittuario dei debiti inerenti all’esercizio dell’azienda anteriori al trasferimento. Benché non risponderà dei debiti ,neanche se iscritti nei libri contabili, consigliamo di specificare in contratto i crediti/debiti ceduti all’inizio e alla fine del rapporto. Leggi tutto
Consiglio di Stato sez. IV del 28/01/2011 n. 673: l’esistenza di un legame familiare tra imprese concorrenti, accompagnato da partecipazioni societarie, costituisce un ipotesi di concentrazione del potere decisionale in capo a un unico centro di interessi. Per tale motivo le stazioni appaltanti hanno il dovere di procedere a verificare approfonditamente circa le relazioni di collegamento fra i partecipanti alla gara e a provvedere all’esclusione .
In effetti , il collegamento familiare non consentirebbe il normale svolgimento della gara e produrrebbe solo effetti non conformi ai principi di trasparenza dei criteri di aggiudicazione.
Il caso trattato riguarda l’esclusione, da parte dell’Anas, da una gara d’appalto per l’affidamento di lavori di pavimentazione stradale, di due società, strettamente collegate da vincoli di parentela, che dopo la decisione della stazione appaltante presentano ricorso al Tar. Leggi tutto
Responsabilità del committente
- nessun commento - 31/01/2011L’inosservanza di rischi o potenziali scelte conseguite con superficialità o per semplici ragioni economiche sostanziano la responsabilità del soggetto, che per la realizzazione di un’opera, sceglie un’impresa considerandone i requisiti tecnico – professionali e un progettista col quale concordare le migliori soluzioni tecnico – operative.
E’ palese che il soggetto in questione non è altro che il committente dei lavori al quale si attribuiscono precise responsabilità di carattere penale e amministrativo.
A tal proposito la ns legislazione ha ampliamento argomentato e di recente ribadito che il committente è il soggetto obbligato all’osservanza degli obblighi imposti in materia di sicurezza (Cassazione sez. III n. 7209 del 25/01/2007) e ancor prima che lo stesso costituirebbe il “perno” attorno al quale ruota la sicurezza nei cantieri(Cass. Sez. III n. 28774 del 07/07/2003). Leggi tutto
I plichi
- nessun commento - 20/01/2011L’orientamento giurisprudenziale secondo il quale, “ ai fini dell’ammissibilità dell’offerta, occorre che il plico giunga alla stazione appaltante con la sigillatura operata dal concorrente del tutto integra, per cui non rileva che gli effetti di alterazione della sigillatura siamo successivi alla consegna del plico all’ufficio postale o all’agenzia di recapiti autorizzata (Consiglio di Stato, Sez. IV 19 gennaio 1999 n. 40).”
Risulta pertanto giustificato qualora il plico contenente le offerte che pervenga alla Commissione di gara praticamente aperto, oppure in modo tale da non assicurare che l’apertura del plico sia effettuata dalla Commissione pubblicamente in contraddittorio e il giorno della gara.
Ciononostante, secondo Consiglio di Stato (Sez. V il 20 maggio 2010 n. 3179), deve considerarsi illegittima l’esclusione da una gara per l’affidamento di lavori disposte in ragione del fatto che la busta contenente l’offerta “presenta profonda lacerazione su uno dei lati da dove è visibile la documentazione ivi contenuta che si immagina riferita ai documenti amministrativi.” Leggi tutto
I plichi di gara possono essere consegnati a mano
- nessun commento - 20/01/2011La pronuncia dei giudici di Palazzo Spada in tema di modalità di consegna dei plichi relativamente alle procedure di gara pubbliche.
I giudici richiamano il principio libertà della presentazione diretta dell’offerta che non può essere derogata dal bando di gara, in quanto espressione dell’esigenza di rendere imuni i concorrenti dal rischio del mancato rispetto di formalità che non sono nelle loro disponibilità (cfr. Consiglio Stato, sez VI, 26 settembre 2003, n. 5504). Leggi tutto
Il Consiglio di Stato si è espresso favorevolmente alla partecipazione in Amministrazione controllata da parte di quelle imprese che per vari motivi ne siano soggetti.
La situazione di amministrazione controllata non è affatto una situazione parificabile al fallimento o alle situazioni concorsuali, ma al contrario, una situazione che viene presa in considerazione dall’ordinamento al fine opposto di salvare l’impresa dalla momentanea situazione di difficoltà, per evitare la dissoluzione della stessa.
Leggi tutto
Validità delle comunicazioni via telefax.
- nessun commento - 18/01/2011Consiglio di Stato, sez. v 18/08/2010 n. 5845: se l’uso del fax è previsto dalla lex specialis della gara e l’impresa destinataria accetta le comunicazioni della P.A. indicando il proprio recapito per le comunicazioni risulta assolutamente legittimo e idoneo anche per comunicare l’esclusione dell’impresa stessa a una gara pubblica.
Procedura supportata anche dall’art. 77 del D.Lgs n. 163/2006 il quale stabilisce la facoltà delle stazioni appaltanti di inviare comunicazioni via telefax.
La sentenza n. 5845 viene emessa lo scorso 18 agosto per il caso di una ditta che partecipa ad una gara pubblica bandita dal Comune per lavori di qualificazione e ampliamento di una scuola. In corso di verifiche , la Stazione appaltante si accorge di una annotazione di revoca della SOA disposta a seguito di un accertamento di rilascio di documenti privi di attestazioni da parte di pubbliche amministrazioni. E per tale motivo ne comunica l’esclusione facendolo a mezzo fax. Leggi tutto
Legge 231/2001 : meno responsabilità con l’adozione dei Modelli Organizzativi
- nessun commento - 04/01/2011La norma prevede espressamente che l’impresa, può vedere esclusa o attenuata la propria responsabilità , se dotata di un apposito modello organizzativo. Un modello, il cui obiettivo non è altro che eliminare tutte le carenze organizzative che possono dar origine al reato.
Malgrado la mancata adozione del modello non comporti alcuna sanzione, di certo espone l’impresa a rischi legati a potenziali reati per i quali si può essere chiamati a rispondere anche in sede penale (sentenza del Tribunale di Trani del 26.10.2009).
A dimostrazione che il modello può costituire una reale condizione esimente citiamo un’altra sentenza , emessa il 17.11.2009 del Tribunale di Milano che , assolve una società alla quale si contestava un illecito amministrativo . La società aveva adottato un modello organizzativo e soprattutto aveva dimostrato di averlo fatto in maniera efficace e di averlo gestito idoneamente . Leggi tutto
Consiglio di Stato sez. V, 3 dicembre 2010 n. 8408: il criterio di aggiudicazione è da ritenere illogico e illegittimo nel caso in cui la presenza di elementi qualitativi o del valore tecnologico delle prestazioni superi l’unicità del criterio dell’offerta più vantaggiosa. Vero è che la scelta del criterio di aggiudicazione è a completa discrezione della stazione appaltante, ma è pur vero che il criterio del prezzo più basso è utilizzabile se fissato fra gli obblighi contrattuali.
Per quanto riguarda l’offerta economicamente più vantaggiosa, invece, basandosi su una pluralità di elementi variabili quali prezzo, qualità e pregio tecnico, occorre attribuire maggior rilievo agli aspetti qualitativi, scartando la scelta del massimo ribasso. Leggi tutto
Motivazione obbligatoria per sospensione attività
- nessun commento - 04/12/2010Corte Costituzionale, sentenza n. 310 del 5.11.2010. “ La giusta e doverosa finalità di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, non è in alcun modo compromessa dall’esigenza che l’amministrazione procedente ne dia conto, con apposita motivazione, dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che ne hanno determinato la decisione, con riferimento alle risultanze dell’istruttoria”.
E’ ciò che afferma una recentissima sentenza della Corte Costituzionale, emessa il 5 novembre scorso, la quale viene emessa in giudizio dal TAR Liguria in merito al ricorso presentato da un titolare di una pizzeria che esercitava anche il recapito da asporto. Da un’ispezione, la Direzione Provinciale del Lavoro di Genova disponeva la sospensione in quanto, dagli accertamenti, due fattorini addetti al recapito non risultavano in alcuna documentazione obbligatoria attestante l’eventuale assunzione o presenza dei lavoratori tranne che, come da verbale di ispezione, in copie di contratti di collaborazione occasionale esibiti ai funzionari ispettivi dal titolare stesso. Leggi tutto
A fronte degli aggiornamenti normativi relativi al D.Lgs 231/2001, seguiamo quanto emerso dalla Giurisprudenza in questi ultimi anni per comprendere meglio l’estensione del decreto ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose, commesse in violazione alla normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro. Tale svolta avviene nell’agosto del 2007: l’inserimento di tali reati viene connesso al fatto che la mancata adozione di misure di sicurezza è legata a benefici economici per cui a un vantaggio alla società in termini di risparmio di costi.
In proposito, la sentenza del Tribunale di Trani, sez. distaccata di Molfetta, del 26 ottobre 2009, ha coinvolto 3 aziende responsabili di non essersi dotate di un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati sopracitati. La sentenza fa riferimento alla triste vicenda che aveva coinvolto alcuni operai che si erano calati all’interno di un serbatoio e poi, rimanendo intossicati da acido solfidrico, avevano perso la vita o riportato gravi lesioni. Leggi tutto
Cassazione penale, sez. III, Sentenza 28.10.2010 n. 38224. Il reato di occultamento e distruzioni di scritture contabili si configura quando gli agenti verificatori non rinvengono la documentazione utile alla ricostruzione del volume d’affari o dei redditi dell’azienda, anche se reperibili presso i clienti. La sentenza viene pronunciata sul ricorso per cassazione da parte del PM, in merito a una sentenza del GIP del Tribunale di Udine, secondo la quale nessun reato era imputabile a un titolare di un’ impresa che aveva occultato 12 fatture, poi reperite presso i clienti dell’impresa stessa.
La sentenza del GIP , malgrado considerasse che tale agire avesse procurato l’impossibilità di ricostruire la situazione reddituale dell’impresa , rilevava che non appariva comunque possibile stabilire se il mancato ritrovamento documentale facesse riferimento a un’omissione originaria: in altre parole non era mai stata conservata, o ad una eliminazione avvenuta successivamente, per evadere le imposte sui redditi. Leggi tutto
La certificazione che attesta la qualificazione dei requisiti per l’acquisizione da parte di commesse per grandi opere pubbliche (Attestazione SOA), deve essere ottenuta sulla presentazione di documenti autentici e non può essere validata se fondata su atti non veritieri. In caso contrario l’attestazione sarà annullata anche se le false dichiarazioni non saranno imputabili all’impresa che ha ottenuta la certificazione da una SOA che , per prima, ne ha omesso l’imputabilità a causa di una mancata o superficiale verifica relativa alle pregresse richieste dell’impresa stessa.
La recente sentenza n. 7646 del 28 ottobre scorso viene pronunciata sul ricorso presentato dall’ impresa D.N. srl contro la AXSOA (Soc. che ha rilasciato la certificazione ) e l’Autorità di Vigilanza dei lavori Pubblici che le ha revocato l’attestazione di qualificazione. Ma per meglio comprendere i fatti dobbiamo andare a ritroso. Leggi tutto
Vizi della cosa venduta
- nessun commento - 26/10/2010La legge prevede un sistema di tutele a favore del compratore e del venditore in caso di inesatti adempimenti dell’uno o dell’altro soggetto. L’art. 1669 del codice civile tende a disciplinare le conseguenze dannose che incidono sugli elementi strutturali dell’opera, a causa di vizi presenti nell’immobile riconoscibili e occulti , nonché quelli che il venditore ha taciuto in mala fede.
Naturalmente, il semplice sospetto della cattiva esecuzione dell’opera non è sufficiente per procedere alla denuncia, infatti secondo l’art. 1513 e 696 è importante richiedere un accertamento tecnico anche prima di qualsiasi autonoma riparazione del vizio. Riguardo l’azione del danno di cui all’art 1494 il compratore fa valere l’inadempimento del venditore all’obbligo di comportamento di cui all’art 1490 che sancisce che deve rendere l’ immobile idoneo all’uso cui è destinato e deve comunicarne gli eventuali vizi all’acquirente. Leggi tutto
La cessione d’azienda, normata dall’art. 2112 del codice civile, è un’operazione che comporta il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata che può rafforzare l’attività imprenditoriale con agevolazioni di tipo fiscale, con una riorganizzazione aziendale, o per il passaggio generazionale all’interno dell’azienda di tipo familiare e infine per l’isolamento di un ramo in perdita.
Nel caso di trasferimento di un solo ramo lo stesso articolo stabilisce che lo stesso deve essere completamente autonomo dall’intera struttura aziendale. In merito a questo caso citiamo un’ importante sentenza della Cassazione: “La cessione di un ramo d’azienda è legittima solo se la struttura è dotata di pregressa autonomia organizzativa ed è idonea, già all’atto della cessione, a costituire un’entità economica unitaria, finalizzata allo svolgimento di un’attività volta alla produzione di beni e servizi. In assenza di tali requisiti non si può parlare di cessione di ramo d’azienda, ma di mera cessione di contratti di lavoro per il perfezionamento del quale è indispensabile il consenso dei lavoratori .” Leggi tutto
Affitto d’azienda: cenni normativi e fiscali
- 7 commenti - 12/10/2010L’affitto d’azienda, disciplinato dall’art. 2562 del codice civile con rinvio alle disposizioni previste dall’art. 2561 cod. civ., è un contratto con il quale si concede una proprietà per lo svolgimento di un’attività d’impresa, verso pagamento di un canone. L’affitto può riguardare l’intera azienda, più aziende possedute dallo stesso imprenditore o un solo ramo d’attività.
Come accennato, l’affittuario , corrisponde un canone, precedentemente pattuito, conservando la destinazione economica e la struttura organizzativa dell’azienda; utilizza l’organizzazione esistente così come il marchio e l’insegna e gestisce i beni aziendali, ma ha l’obbligo di esercitare la medesima attività. Ai sensi dell’art. 2556 cod. civ. il contratto va provato per iscritto, anche come scrittura privata e depositato entro 30 giorni, a cura del notaio, corredato da un inventario iniziale redatto dalle parti per quantità e valori da cui risultano i beni dati in affitto. Leggi tutto
L’abuso edilizio: direttore lavori e geometra
- nessun commento - 30/09/2010Il confine tra opere legittime e opere abusive è spesso indefinito. L’errore nell’individuare la fattispecie o il procedimento provoca gravi conseguenze giuridiche e giudiziarie, anche penali. In tema di reati edilizi, il direttore dei lavori riveste una posizione di garanzia circa la regolare esecuzione delle opere, con la conseguente responsabilità per le ipotesi di reato configurate, dalla quale può andare esente solo ottemperando agli obblighi di comunicazione e rinuncia all’incarico, sempre che il recesso dalla direzione dei lavori sia stato tempestivo, ossia sia intervenuto non appena l’illecito edilizio sia evidenziato in modo obiettivo, ovvero non appena abbia avuto conoscenza che le direttive impartite erano state disattese o violate (Corte di cassazione sezione III penale con sentenza n. 23129/2007).
Proprio per la posizione di garante assunta dal direttore dei lavori e per il suo precipuo obbligo di vigilare sulla corretta esecuzione delle opere, questi risponde anche quando si disinteressa dei lavori, pur senza formalizzare o formalizzandole in ritardo, le proprie dimissioni. La corte Suprema di Cassazione ha pronunciato tale sentenza in merito a una vicenda che riguarda un direttore lavori durante l’esecuzione di un immobile realizzato in totale difformità rispetto alla concessione edilizia. Leggi tutto
Sicurezza sul luogo di lavoro, datore, responsabilità, assoluzione penale, irrilevanza
- nessun commento - 24/09/2010Cassazione penale, sez. IV, sentenza 25.06.2009 n. 26391. Anche se il datore di lavoro viene assolto in materia penale, con riguardo a reati inerenti la sicurezza sul luogo di lavoro, ciononostante può essere condannato sul piano civile.
In tema di delitti contro la persona e con particolare in riferimento all’ipotesi di morte conseguente ad infortuni sul lavoro si è pronunciata IV, 26391.09, secondo cui, in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, tanto la tutela, quanto la previsione dei pericoli, contemplate dall’art. 16 del D.P.R. 1956 n.164 non hanno carattere tassativo ma enunciativo, ne consegue che la relativa interpretazione non può essere letterale ma esclusivamente logica, nel senso che i mezzi di tutela ben possono essere diversi da quelli elencati, purché sicuramente idonei a preservare l’integrità fisica del lavoratore. Leggi tutto
Infortuni sul lavoro, concorso di colpa tra lavoratore e datore, esclusione
- nessun commento - 24/09/2010Cassazione penale, sez. IV, sentenza 24.09.2009 n. 37467. Con riferimento agli infortuni sul lavoro, deve escludersi il concorso di colpa tra il lavoratore imprudente ed il datore di lavoro, in quanto quest’ultimo, tra l’altro, deve vigilare sul comportamento del dipendente, garantendone la correttezza. Tale principio trova la sua eccezione nei comportamenti del dipendenti che siano abnormi o stravaganti.
A seguito di un infortunio accorso ad un muratore, il Presidente del c.d.a. della società viene ritenuto responsabile per lesioni colpose aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica a titolo di colpa specifica per non aver imposto ai lavoratori di osservare le norme di sicurezza prescritte, di indossare le protezioni adeguate al caso e per non aver predisposto adeguate precauzioni nel vano dell’ascensore, da cui il dipendente era precipitato. La tesi difensiva fa ricorso al concetto di “rischio elettivo” dello stesso lavoratore, poiché costui aveva scelto spontaneamente di abbassare le barre di protezione al pozzo dell’ascensore rischiando così di cadere, come poi è avvenuto. Leggi tutto