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Al Redditometro si aggiunge lo spesometro

 - 1 commento - 14/02/2011

In continua evoluzione le procedure per contrastare i comportamenti fraudolenti in materia di Iva e per rilevare le spese a fini delle ricostruzioni delle capacità contributive. Da quest’anno , infatti oltre al redditometro, introdotto nel 2010 e applicato per le dichiarazioni dell’anno precedente, è stato introdotto lo spesometro .

Si tratta di un nuovo sistema informatico secondo cui dal 1° maggio 2010 il corrispettivo pagato per l’acquisto verrà imputato al reddito dell’anno . In pratica raccoglierà le informazioni ricevute dagli operatori economici riguardo le spese  che i clienti hanno sostenuto per un’importo superiore ai 3.600,00 euro corredandole del codice fiscale di ciascun acquirente. Tale procedura di informazione dovrà avvenire entro il 30 aprile di ogni anno per costituire le spese che il cittadino ha sostenuto durante l’anno.

Le informazioni sulle spese ricavate verranno sommate a quelle avute dal redditometro.

Ricordiamo che il redditometro è anch’esso un accertamento che risale al reddito attraverso un analisi delle capacità di spesa di ciascun contribuente che deve poi trovare una giustificazione nel reddito imponibile dichiarato. L’indagine, che avviene, attraverso diversi moltiplicatori  su un campione di migliaia di famiglie, riesce a calcolare quanto dovrebbe ammontare il reddito per sostenere un determinato stile di vita in considerazione dell’ambito territoriale e del nucleo familiare.

Pertanto redditometro e spesometro si basano entrambi sulla spesa ma se quest’ultimo si ferma all’acquisto di un determinato bene valutandone la conguità con il reddito dichiarato  , il redditometro andrà a calcolare la capacità di mantenimento valutando la sostenibilità della gestione.

  • [...] Precedentemente parlando dello spesometro abbiamo evidenziato che la comunicazione avverrà per le spese pari o superiori ai 3600 euro ma ci preme sottolineare che tale importo riguarderà i rapporti business to consumer ovvero le spese dei contribuenti privati; per le operazioni business to business invece ovvero quelle effettuate da soggetto economici quali imprese o professionisti, la comunicazione scatterà per le spese pari o superiori ai 3000 euro. [...]

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