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Fondo Garanzia e incrementi PON e POI

 - nessun commento - 01/10/2010

Tutte le imprese, comprese quelle artigiane possono beneficiare dell’intervento del Fondo di Garanzia per ogni tipo di esigenza finanziaria. Può essere garantita qualsiasi tipologia di operazione, purché direttamente finalizzata all’attività d’impresa: operazioni di leasing, finanziamenti a medio-lungo termine, acquisizione di partecipazioni, prestiti partecipativi e altre operazioni quali, p.es., finanziamenti a breve termine, consolidamento, fideiussioni, finanziamenti a medio-lungo termine per liquidità.

La concessione mediante una banca (garanzia pubblica) o un Confidi (controgaranzia) procede con la verifica dei requisiti previsti dalla normativa: il Fondo di Garanzia per le PMI è destinato infatti alle imprese valutate “economicamente e finanziariamente sane” sulla base di criteri di valutazione che variano a seconda del settore di attività e del regime contabile dell’impresa beneficiaria. La valutazione del merito di credito ha generalmente ad oggetto i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi.

Una volta ottenuto l’esito positivo del Comitato del Fondo centrale di Garanzia, il finanziamento è assistito dalla garanzia pubblica per un importo massimo garantito pari a 1,5 milioni di euro. Questa cifra si riferisce all’esposizione in essere alla data di presentazione della domanda, tenuto conto delle quote di capitale già rimborsate. Ciò significa che, p. es., se un’impresa è stata garantita per un milione di euro, ma ne ha già rimborsato 400 mila, può ottenere un’altra garanzia fino ad un massimo di 900 mila euro. Per le sole imprese di trasporto merci su strada per conto terzi (codice 60.25 della classificazione ISTAT 1991) l’importo massimo garantito è di 750 mila euro.

Secondo il Comitato di Gestione del Fondo per le pmi di cui alla legge 662/1996, nel primo semestre del 2010, l’operatività del Fondo di Garanzia ha continuato a mostrare una crescita significativa con ritmi di sviluppo superiori a quelli sperimentati nello scorso anno. Per questo motivo la legge incrementa le risorse a disposizione delle pmi con l’attivazione delle riserve previste dal PON (Programma Operativo Nazionale “Ricerca e competività 2007/2013”) e POI (Programma Operativo Interregionale “Energie Rinnovabili e risparmio energetico 2007/2013) destinate alle Pmi delle regioni che necessita di “sostegno” (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania).

L’obiettivo mira a rafforzare la competitività e il potere di attrazione delle regioni e l’occupazione anticipando i cambiamenti economici e sociali, inclusi quelli connessi all’apertura degli scambi, mediante l’incremento e il miglioramento della qualità degli investimenti nel capitale umano, l’innovazione e la promozione della società dei saperi, l’imprenditorialità, la tutela e il miglioramento dell’ambiente e il miglioramento dell’accessibilità, l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese e lo sviluppo di mercati del lavoro inclusivi ed evita l’insorgere di nuovi squilibri a svantaggio di regioni che, altrimenti, verrebbero penalizzate da fattori socioeconomici sfavorevoli senza poter contare su sufficienti aiuti pubblici.

Le disponibilità ammontano a 100 milioni di euro per il PON e a 62 milioni di euro per le 4 sottoriserve POI. La riserva PON deve essere finalizzata alla ricerca e alla promozione della competitività. Le operazioni di garanzia diretta sono consentite solo a fronte di investimenti realizzati da “pool di imprese” ovvero un insieme di imprese aventi caratteristiche e finalità comuni. La riserva POI è destinata alle pmi che intervengono all’attivazione di filiere produttive che integrino obiettivi energetici e di salvaguardia dell’ambiente e sviluppo del territorio, a sostegno dello sviluppo dell’imprenditoria collegata alla ricerca e all’applicazione di tecnologie innovative nel settore delle fonti rinnovabili e interventi sperimentali di geotermia e a quella collegata al risparmio energetico con particolare riferimento alla creazione di imprese e alle reti.

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