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Comprensibilmente, ogni impresa, piccola o grande che sia, ha bisogno di risorse economiche per svilupparsi e affermarsi. Purtroppo dalla crisi del 2008 abbiamo ereditato bilanci in perdita, conti congelati e le aziende hanno maggiore difficoltà di risalita anche a causa di un credito più difficile e costoso . A parlar di credito si fa presto a pensare a due parole “banca” e “soluzione “. Ma poniamoci una semplice domanda   “Qual è il mestiere di una banca?” La  risposta quasi scontata si snoda invece in un ‘ampia e interessante argomentazione . La funzione degli Istituti di credito è quella di raccogliere il risparmio, cercare di pagarlo il meno possibile per non danneggiare ancor di più le aziende e prestare i capitali a costo moderato. Ma per far credito a un tasso minore devono esserci meno sofferenze possibili altrimenti l’effetto negativo delle imprese che vanno in default si ripercuote sulle imprese buone. Proprio in questo scenario nasce Basilea2 che induce le banche a prestare capitali alle imprese meritevoli applicando un tasso minore rispetto a quelle che risultano maggiormente a rischio.

Multripla,  svolgerà,  per le piccole e medie imprese, l’attività di consulenza economica mediante :

la comprensione generale dell’accordo Basilea 2 e dei meccanismi che regolano il rating

il suggerimento delle opzioni disponibili e delle strategie al fine di migliorare l’aspetto del rating

la predisposizione del bilancio

l’organizzazione di incontri  con le banche per la presentazione dei risultati economici




BASILEA 2 : RAPPORTO BANCA – IMPRESA

L’accordo di Basilea 2, in vigore dal 1° gennaio 2008, ha rivoluzionato il rapporto tra banche e imprese. Rispetto alla prima versione dell’accordo di Basilea, infatti, esistono alcune differenze sostanziali: tra queste, la più significativa è che la rischiosità che le banche correvano nel finanziare le imprese veniva valutata, secondo quanto previsto dalla prima versione dell’accordo, unicamente in funzione del fatturato delle stesse, mentre ora è indispensabile una valutazione analitica della rischiosità di ogni singola impresa.

Secondo la prima versione dell’accordo di Basilea, in pratica, un istituto di credito incorreva nel medesimo rischio nel finanziare due imprese con lo stesso livello di fatturato, indipendentemente dai risultati economici e finanziari delle stesse e dall’organizzazione interna delle due società.

Basilea 2 ribalta questo approccio: oggi gli istituti di credito devono assegnare un rating a ogni singolo imprenditore. Chi ha un buon rating otterrà finanziamenti a tassi inferiori rispetto a chi ottiene invece rating più bassi: le imprese che verranno giudicate rischiose dalle valutazioni emerse dai modelli di rating degli istituti bancari non saranno più finanziate dalle banche oppure otterranno comunque finanziamenti a tassi di interesse elevati.

I modelli di rating sono sviluppati internamente dalle banche (o si basano su indicazioni emergenti da agenzie di rating internazionali) e quantificano la rischiosità delle imprese fondamentalmente sulla base di tre diverse tipologie di informazioni:


  • Informazioni quantitative correlate a indicatori di varia natura che incidono sul rating  mediamente del  50 % quali:

Indicatori finanziari attraverso i quali è possibile capire se l’impresa abbia livelli di indebitamento molto superiori al         patrimonio netto e sia quindi troppo dipendente dai finanziamenti del sistema bancario

- Indicatori reddituali che assumono una certa rilevanza per identificare la marginalità dell’azienda e capire se tali margini  saranno sufficienti in futuro a garantire il rimborso del finanziamento erogato

- Indicatori di natura patrimoniale per aver presente la  solidità dell’azienda e la sua capacità di finanziare gli investimenti effettuati principalmente con l’apporto degli azionisti.

Dalla somma di questi indicatori emerge un punteggio dell’azienda in esame (lo scoring) che impatta per circa il 50% sul rating complessivo dell’azienda .


  • Informazioni qualitative che pesano per circa il 35% sulla stima del rating.

Sono tutte quelle osservazioni che non possono essere desunte direttamente dal bilancio ma che sono in realtà fondamentali per capire l’effettiva rischiosità di un’azienda.

Società che si reggono su un’unica figura imprenditoriale, magari anziana, senza che esista un management con le necessarie competenze, possono essere molto più rischiose di società organizzate e in cui l’eventuale passaggio generazionale sia già stato affrontato: tale situazione va a impattare in modo significativo sulla quantificazione finale del rating.

Allo stesso modo devono essere premiate aziende che preparano periodicamente, indipendentemente dalla chiusura del bilancio, report gestionali da porre all’attenzione degli istituti di credito o che ragionano in termini previsionali, predisponendo budget o piani pluriennali, rispetto a chi si limita a fornire unicamente indicazioni indispensabili per legge in sede di chiusura annuale di bilancio.

Le informazioni sopra elencate sono alcuni esempi di informazioni di natura qualitativa: aziende in difficoltà dal punto di vista degli indici di bilancio possono cercare di migliorare il loro rating lavorando su questi aspetti

  • Informazioni andamentali ovvero il  residuo 15% del rating è determinato in funzione di quello che è stato storicamente l’andamento del rapporto banca- impresa: società che non hanno mai tardato a rimborsare le rate dei mutui o che non abbiano mai utilizzato fondi oltre il fido prefissato avranno sotto questo aspetto vantaggi nella determinazione del rating rispetto a chi invece ha avuto problemi in passato a rimborsare i finanziamenti accesi o a rispettare i limiti di fido.

In conclusione, Basilea 2 ha un impatto sicuramente molto importante sugli Istituti di credito, perché costringe le banche a costruirsi internamente modelli di rating che consentano di determinare rating coerenti per tutti i soggetti prenditori, ma ha un impatto molto significativo anche per tutte le imprese italiane, in particolare per le piccole e media aziende che popolano il nostro tessuto imprenditoriale.


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