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I plichi

 - nessun commento - 20/01/2011

L’orientamento giurisprudenziale secondo il quale, “ ai fini dell’ammissibilità dell’offerta, occorre che il plico giunga alla stazione appaltante con la sigillatura operata dal concorrente del tutto integra, per cui non rileva che gli effetti di alterazione della sigillatura siamo successivi alla consegna del plico all’ufficio postale o all’agenzia di recapiti autorizzata (Consiglio di Stato, Sez. IV 19 gennaio 1999 n. 40).”

Risulta pertanto giustificato qualora il plico contenente le offerte che pervenga alla Commissione di gara praticamente aperto, oppure in modo tale da non assicurare che l’apertura del plico sia effettuata dalla Commissione pubblicamente in contraddittorio e il giorno della gara.

Ciononostante, secondo Consiglio di Stato (Sez. V il 20 maggio 2010 n. 3179), deve considerarsi illegittima l’esclusione da una gara per l’affidamento di lavori disposte in ragione del fatto che la busta contenente l’offerta “presenta profonda lacerazione su uno dei lati da dove è visibile la documentazione ivi contenuta che si immagina riferita ai documenti amministrativi.”

Qualora il plico contenente le offerte, seppure lacerato, non avrebbe consentito l’accesso alle buste contenenti le offerte tecnica ed economica, se non previa apertura del plico medesimo.

In tal caso, infatti, appare ragionevole ritenere la lacerazione tale da non compromettere il principio di segretezza dell’offerta nella gara d’appalto e consentire l’applicazione del criterio di massima partecipazione.

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