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Acustica in edilizia : in attesa del Decreto per l’attuazione della UNI 11367
- nessun commento - 13/01/2011Nel 1995 la Legge 447 poneva come obiettivo la zonizzazione acustica dei territori, nonché di garantire negli edifici determinate prestazioni non definendo però modalità e limiti per raggiungerle affidandone il compito ai Ministeri dell’Ambiente e dei Lavori Pubblici.
Nel dicembre 1997 il Ministero dell’Ambiente emanava una normativa che imponeva limiti di isolamento acustico, mentre il Ministero dei Lavori Pubblici che aveva il compito di definire le modalità di progettazione e costruzione per raggiungere tali limiti , è rimasto inattivo sino allo scorso anno.
Solo nel 2001 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ammise le difficoltà di individuare soluzioni tecniche tanto che la stessa Regione Lombardia ne sospese l’efficacia in attesa di verifiche sperimentali conclusesi solamente nel 2010.
Difatto l’introduzione della normativa UNI 11367 pubblicata il 22 / 07/2010 sulla classificazione acustica delle unità immobiliari fa chiarezza su molti aspetti tecnici e fissa uno standard tecnico diventando cogente per tutti nella misura in cui sarà fatta propria dal Dpcm di prossima emanazione la cui bozza di decreto la recepisce in toto.
La norma consentirà una puntuale informazione ad acquirenti e proprietari e una tutela dei vari attori del processo edilizio da possibili contestazioni per la differenza tra le aspettative dell’utenza e le prestazioni promesse dal produttore sottoponendo il fabbricato a un collaudo acustico, cioè a una serie di misure fonometriche, da parte di un collaudatore, tecnico competente in acustica ai sensi della legge 447/95.
Al termine del collaudo acustico sarà possibile assegnare a ogni appartamento il suo certificato acustico che ne determinerà la classe di appartenenza su quattro scale di valori: dalla classe IV (la peggiore) alla classe I. Il tutto tenendo presente che la bozza di decreto destinato a recepire la norma Uni non ammette come conformi le unità in classe IV, ma solo dalla III alla I.
Siamo certi che tale normativa si aggiungerà a quella sull’efficienza energetica, e potrà essere integrata in futuro da quella sulla sostenibilità, migliorando il quadro di informazioni a disposizione dell’utente sul bene edilizio conferendone, con il meccanismo della classificazione, un nuovo valore economico.