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Il peso della crisi sull’edilizia
- nessun commento - 26/10/2010Il settore delle costruzioni non riesce ancora ad uscire dal tunnel della crisi e le previsioni non sembrano essere positive né per il 2010 e tantomeno per il 2011. A confermare questa tragica situazione è il primo rapporto del “Sistema Italiano delle Costruzioni” di Federcostruzioni che segnala come la crisi abbia aggravato l’intero settore e tutti i comparti collegati.
In un paese come il nostro dove l’edilizia ha sempre rappresentato un settore nevralgico il rischio è quello di arrivare alla fine del 2011 con 500 mila posti in meno e con una spaventosa perdita del fatturato. Tutti i comparti della filiera hanno registrato forti perdite: dal settore siderurgico ai laterizi , cemento , vetro piastrelle ecc. un risultato di certo influenzato da un settore incapace di riprendersi. D’altra parte anche la progettazione pare aver subito un calo a causa di meno gare pubblicate e di ribassi in aumento.
E’ questo lo scenario che viene denunciato da Federcostruzioni e dall’Ance e queste le richieste : tempi rapidi per urgenti provvedimenti, modificare il patto di stabilità e le lentezze burocratiche per velocizzare i pagamenti dovuti alle imprese da parte delle Pubbliche Amministrazioni e il rapido sblocco dei programmi finanziari approvati come quello dal Cipe per il piano di opere prioritarie. Un investimento che ha finanziato interventi per meno della metà di ciò che aveva previsto il Governo.
Anche per il sud del paese, denunciano l’attesa di manovre incisive per la ripresa del settore edilizio. Stanziati 4 miliardi per infrastrutture e sistemi produttivi del Mezzogiorno non vi sono ancora dati definitivi sulle risorse a disposizione; infatti dal progetto sono state utilizzate ancora poche risorse , sono ancora pochi i cantieri avviati a causa di una situazione di stallo per i programmi regionali e anche di una parziale attivazione del progetto.
Si auspica, pertanto l’accelerazione dell’avvio dei provvedimento presi dal Cipe per sostenere l’attività delle imprese di costruzioni ed evitare ulteriori perdite di posti di lavoro. Il settore necessita di politiche specifiche di sostegno mediante l’attuazione e lo sviluppo dei programmi di edilizia scolastica e carceraria e il coinvolgimento delle pmi in interventi di progetti internazionali e infine un ben più forte impulso per un progetto di riqualificazione del patrimonio storico artistico e immobiliare che riguarda tutto il territorio nazionale.