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Abbiamo ampiamente discusso delle disposizioni indotte dalla Legge Antimafia 136/2010. L’argomento in continua evoluzione per interventi e aggiornamenti pare stia per giungere a conclusione. L’ultima novità riguarda il Preconsiglio dei Ministri che , qualche giorno fa, ha esaminato una bozza di decreto contenente le disposizioni interpretative sulla tracciabilità dei flussi finanziari, facendo chiarezza sui punti salienti che hanno generato incomprensioni.
La bozza riscrive quasi interamente l’art. 3 (tracciabilità dei flussi finanziari) della legge che conferma l’utilizzo di conti correnti postali o bancari dedicati alle commesse pubbliche ma non l’utilizzo esclusivo. In altri termini sarà possibile usare il conto per più commesse a condizione che per ciascuna venga data comunicazione alla stazione appaltante.
Inoltre viene chiarito che in ogni transazione dovrà essere inserito il Codice unitario del progetto (Cup) qualora sia prevista l’obbligatorietà. In caso contrario si dovrà provvedere con l’indicazione del Codice identificativo gara (Cig). Nell’ipotesi di contratti non soggetti a Cup e mancanti di Cig, su richiesta delle stazioni appaltanti l’Autorità dovrà attribuire il Cig entro 180 giorni. Il testo precisa, altresì, l’utilizzo di strumenti differenti dal bonifico a patto che venga assicurata la tracciabilità.
Infine introduce l’art. 16 bis con cui chiarisce il problema della retroattività delle disposizioni e precisa che vanno certamente applicate ai contratti ed ai relativi appalti e subappalti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della legge stessa (7 settembre 2010) . Mentre quelli stipulati precedentemente , devono essere adeguati alle disposizioni di cui all’articolo 3 della legge stessa entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge.
Intanto nell’arco di questi 6 mesi non resta che attendere un nuovo dpcm sulle modalità applicative e le nuove linee guida da parte dell’Autorità di Vigilanza dei contratti pubblici.