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Legge 231/2001 : meno responsabilità con l’adozione dei Modelli Organizzativi
- nessun commento - 04/01/2011La norma prevede espressamente che l’impresa, può vedere esclusa o attenuata la propria responsabilità , se dotata di un apposito modello organizzativo. Un modello, il cui obiettivo non è altro che eliminare tutte le carenze organizzative che possono dar origine al reato.
Malgrado la mancata adozione del modello non comporti alcuna sanzione, di certo espone l’impresa a rischi legati a potenziali reati per i quali si può essere chiamati a rispondere anche in sede penale (sentenza del Tribunale di Trani del 26.10.2009).
A dimostrazione che il modello può costituire una reale condizione esimente citiamo un’altra sentenza , emessa il 17.11.2009 del Tribunale di Milano che , assolve una società alla quale si contestava un illecito amministrativo . La società aveva adottato un modello organizzativo e soprattutto aveva dimostrato di averlo fatto in maniera efficace e di averlo gestito idoneamente . Leggi tutto
A fronte degli aggiornamenti normativi relativi al D.Lgs 231/2001, seguiamo quanto emerso dalla Giurisprudenza in questi ultimi anni per comprendere meglio l’estensione del decreto ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose, commesse in violazione alla normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro. Tale svolta avviene nell’agosto del 2007: l’inserimento di tali reati viene connesso al fatto che la mancata adozione di misure di sicurezza è legata a benefici economici per cui a un vantaggio alla società in termini di risparmio di costi.
In proposito, la sentenza del Tribunale di Trani, sez. distaccata di Molfetta, del 26 ottobre 2009, ha coinvolto 3 aziende responsabili di non essersi dotate di un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati sopracitati. La sentenza fa riferimento alla triste vicenda che aveva coinvolto alcuni operai che si erano calati all’interno di un serbatoio e poi, rimanendo intossicati da acido solfidrico, avevano perso la vita o riportato gravi lesioni. Leggi tutto
Tra un anno il D.Lgs. 231/2001 festeggerà dieci anni di vita; la legge, introdotta in Italia nel giugno del 2001, ha ampliato in questo periodo in modo molto significativo il proprio ambito di applicazione, diventando ormai una norma con cui si deve confrontare la maggioranza delle imprese italiane.
Il decreto ha introdotto per la prima volta il concetto di responsabilità penale delle persone giuridiche; in sostanza, secondo l’applicazione del decreto, nei casi in cui un amministratore o un dipendente di una società compia un reato con la volontà di far ottenere alla società un iniquo vantaggio, per tale reato risponde non solo la persona fisica che ha commesso ma anche la società, a cui può essere comminata una pena di natura sia pecuniaria (fino a un massimo di 1,5 milioni di euro per ogni singolo reato commesso) che di natura interdittiva (ovvero il blocco dell’attività aziendale o dei rapporti con soggetti della Pubblica Amministrazione). Leggi tutto