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Negli ultimi giorni pare che, secondo il decreto sulle rinnovabili, l’uso e lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili stiano per effettuare un imprevisto atterraggio d’emergenza.
Il decreto , presentato a fine febbraio dal Ministero dello Sviluppo Economico, penalizza il settore a causa delle riduzioni delle soglie di incentivazioni fino alla loro totale scomparsa.
Le proteste non tardano ad arrivare e non sembrano placarsi: le convinzioni dei professionisti del settore, infatti, continuano a ribadire il concetto di sostenibilità e fanno emergere quanto contributo positivo abbiano apportato al settore edilizio con il rinnovo del patrimonio e con la ripresa della grave crisi dei progettisti e dei soggetti di tutto il comparto edile.
Intanto, nella giornata di ieri, un gruppo di imprenditori di piccoli e medi impianti hanno presieduto davanti a Montecitorio per protestare, tali rimostranze, hanno portato, almeno così pare, la possibilità di ottenere un tavolo rotondo, al fine di ridiscutere le drastiche riduzioni degli incentivi e ridefinire le soglie minime.
Direttiva UE 31/2010 : obiettivo case passive
- nessun commento - 31/01/2011Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente la casa “media” di un cittadino europeo produce circa 500 kg di rifiuti l’anno e consuma il 28,8 % di elettricità , costruita con materiali che non hanno nulla di ecologico, risulta dannosa per il cittadino per dispendio economico tanto che per l’ambiente.
A seguito degli allarmanti dati , la direttiva europea 31/2010/CE, prevede, entro il 2020, l’adozione di elettrodomestici a basso consumo, il fotovoltaico per l’elettricità, rifiuti organici come fertilizzanti e materiali isolanti come il sughero pressato o la fibra di vetro. Tutto per evitare inutili sprechi .
La dispersione del calore ad esempio è uno dei problemi più comuni nelle nostre case, la fuoriuscita del calore prodotto dai termosifoni all’esterno in inverno, e l’entrata del calore in estate. Leggi tutto
Nuovo ciclo economico con la sostenibilità
- nessun commento - 14/12/2010La crisi continua a far pesare i suoi effetti anche sul settore delle costruzioni che ha perso quasi 30 miliardi di euro di fatturato con un notevole calo di occupazione. Molte aziende puntano il dito sulle politiche dell’energia, dell’efficienza e della eco-sostenibilità, in quanto trovatesi a fronteggiare la crisi economica mondiale da una parte e l’impatto sociale e ambientale dall’altra: una duplice responsabilità che le ha messe a dura prova.
Altre aziende, invece, affermano con decisione quanto la sostenibilità ambientale sia un modo efficace per uscire dalla crisi e per sostenere la crescita dell’impresa. La riconversione ecologica in effetti, sta creando nuove professionalità per cui in un momento come il nostro investire sulla sostenibilità e sul mercato delle energie rinnovabili, un settore in crescita anche grazie agli incentivi statali , darebbe un forte contributo ai settori ad essa collegati. Leggi tutto
Uno dei principali strumenti individuati e adottati per concretizzare le strategie di sviluppo sostenibile è il GPP (Green Public Procurement), ovvero “acquisti verdi” della Pubblica Amministrazione. Il principio del Green Procurement, originariamente promosso e confermato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), indica l’intento secondo il quale la Pubblica Amministrazione, integrando i criteri ambientali nelle fasi del processo di acquisto, diminuisce l’impatto ambientale e orienta la domanda di acquisto verso “prodotti verdi”, che consentono una riduzione dei consumi energetici.
A livello Europeo, la direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, riconosce l’opportunità di inserire fra i criteri di valorizzazione dell’offerta la variabile ambientale; in fase esecutiva, l’Art. 26 titolo II Capo IV della stessa Direttiva cita: “Le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere condizioni particolari in merito all’esecuzione dell’appalto purché siano compatibili con il diritto comunitario e siano precisate nel bando di gara o nel capitolato d’oneri. Le condizioni di esecuzione di un appalto possono basarsi in particolare su considerazioni sociali e ambientali”. Leggi tutto
Cosa deve contenere un business plan
- nessun commento - 01/10/2010Come abbiamo visto in un precedente articolo, il business plan è uno strumento fondamentale per l’impresa, soprattutto nella sua fase di nascita. Oggi il blog si sofferma sui contenuti che il business plan deve avere nel momento in cui viene presentato ad una banca o ad una finanziaria.
Com’è ovvio, va illustrata l’impresa che si intende creare, il team imprenditoriale con eventuali esperienze pregresse e i nuovi ruoli all’interno dell’impresa; va descritto, sommariamente ma fin dall’inizio, il progetto di investimento che si è considerato; è utile inoltre illustrare indicazioni sul mercato di interesse, la concorrenza, punti di forza e di debolezza. Leggi tutto